Internet e il colpo di fulmine

Internet ha rivoluzionato il colpo di fulmine.
Lo ha fatto in maniera indiretta, strisciante. Ieri con le chat, oggi con i social-network come Facebook.
In questo cambiamento epocale Internet è partito da qualcosa che non ha niente a che fare con l'innamoramento, l'amore, l'anima gemella e tutte le amenità del genere: i milioni di blog e di forum sugli argomenti più diversi che esistono sul web.

Chi entra in un blog dialoga con chi lo ha messo in rete, ma può farlo anche con gli altri partecipanti. Nei forum, e nei social network, lo fa con chi vuole. Alcuni di questi contatti proseguono poi in maniera autonoma, sempre impiegando però il web.
E' questa, la rivoluzione di cui stiamo parlando: per la prima volta da quando sono sparite le lettere, due persone possono incontrarsi senza sentire le rispettive voci, e senza avere alcuna informazione visiva reciproca.

Questo rapporto nasce da un contenuto specifico: l'argomento sul quale i due stanno comunicando in chat. Questo tipo di comunicazione non può non dare informazioni sugli altri "contenuti" (personalità, carattere, cultura, senso dell'umorismo, simpatia, ecc.) dei due corrispondenti.
Sono informazioni alle quali non sono inizialmente interessati: stanno comunicando su un argomento ben preciso, ed è questo che a loro interessa.


Tutto questo processo, fondato sul contenuto, non viene influenzato dal contenitore: intendendo con questo termine l'aspetto, il modo di guardare, di sorridere, di parlare di ciascuno dei due comunicatori.
Gli elementi visivi che ci "impressionano" sono l'aspetto fisico, il sorriso, l'espressione del viso, il modo di parlare, di camminare, e anche di stare fermi. Gli elementi uditivi sono quelli legati alla voce, con tutti i suoi parametri (timbro, altezza, toni, pause, ecc. )
E gli elementi olfattivi, ce li vogliamo scordare? E' una questione di ferormoni: se il colpo di fulmine è arrivato, partono i neurotrasmettitori come la dopamina, che saturano i siti del piacere.
I messaggi che ci arrivano da un incontro vis-a-vis sono fondamentali per la creazione di un buon rapporto (compreso il rapporto d'amore), ma hanno un brutto vizio: tendono a prendersi tutto lo spazio, e in un tempo minimo.

E' stato scoperto che quando incontriamo qualcuno, la "prima impressione" che ci facciamo di lui prende forma in un tempo incredibilmente breve: un decimo di secondo. E che poi quasi sempre, i minuti, le ore ed eventualmente i giorni che ci passeremo insieme serviranno soltanto a confermare la giustezza di quella prima impressione visiva. Che evidentemente ci condiziona alla grande.

Con la "sottrazione" dei dati visivi e uditivi, così determinanti,
Internet promuove insomma una specie di contro-colpo di fulmine; un colpo di fulmine "strisciante", inatteso.
La scintilla che potrebbe scattare in una chat avrebbe insomma una base psicologica, e non sensoriale (visivo-olfattivo-percettiva-ormonale) o razionale.

Qualcosa nelle parole dell'altro, visualizzate sul monitor; un che di impalpabile presente in un'annotazione, in una battuta digitata può far scattare un colpo di fulmine "non visuale": o intellettuale che dir si voglia.
Questo colpo di fulmine atipico, quasi in sordina, sottotraccia,
partirebbe insomma dalla testa e dal cuore, e non da parti del corpo che si trovano più in basso; che verrebbero poi reclutate successivamente.

Sembra che questo colpo di fulmine "internettuale" sia più promettente, e più prognosticamente affidabile di quello visivo: recenti studi avrebbero rilevato che il 48% dei rapporti la cui scintilla è partita da una frequentazione di chat, e non di fatto, sono poi diventati dei rapporti amorosi duraturi. Mentre soltanto il 2% dei colpi di fulmine "classici", quelli che fanno seguito ad un incontro occasionale, dà vita a un rapporto d'amore che si prolunga nel tempo.