I media e il colpo di fulmine

Con il colpo di fulmine i mezzi di comunicazione ci sono sempre andati a nozze. Consapevoli di quanto il pubblico ami il lieto fine, la magia, il Destino che si impossessa della nostra vita, costringendoci a subirne le decisioni, e ad accettare i suoi disegni, tanto più grandi di noi (una bella comodità!), i fabbricatori di storie utilizzano la scintilla del colpo di fulmine per attizzare un fuoco destinato ad infiammare i cuori dei protagonisti, e quelli della gente.

I romanzieri e gli sceneggiatori sono dei grandi specialisti nel settore: se in un film, o in una storia, incontrate due personaggi particolarmente belli, e assolutamente antipodali, nel senso che si trovano insopportabili e si stanno antipatici, potete giurarci che entro l’ora e mezza del film, o le duecento pagine del libro, la loro relazione cambierà radicalmente. Ma non perché si saranno conosciuti meglio, e avranno avuto modo di modificare una prima impressione negativa: semplicemente perché tra di loro è scattato il colpo di fulmine, e i conseguenza l’Amore Eterno. Da questo momento tutto cambia: le divergenze di opinione lasciano il posto a una totale identità di vedute. A trarre vantaggio non psicologico, ma economico, dal colpo di fulmine sono insomma i romanzieri, gli sceneggiatori e gli autori delle soap televisive, che lo infilano nel loro lavoro appena possono: a loro il colpo di fulmine serve per far soldi, dal momento che la (tanta) gente che ci crede ama veder confermato il proprio sistema di credenza. I libri ed i film d’amore, lungi dall’essere dei prodotti di puro intrattenimento, pur essendo – dichiaratamente - delle opere di fantasia, interferiscono pesantemente con la vita reale delle persone.

Fornendo un modello dell’amore assolutamente sbagliato e fuorviante. Stando a quel che si legge nei libri d’amore, e che si vede nei film e nelle soap, si può far innamorare qualcuno (e si può amare qualcuno) solo se si è belli: solo in questo caso scatta il colpo di fulmine, che invariabilmente (altro errore!) vuol dire amore eterno. Nella grammatica dell’amore libresco e filmico, il confronto tra i due si limita agli scontri della prima fase, prima del “riconoscimento”: poi, da quando è “scattato” l’amore, ci si capisce sempre al volo, col solo sguardo. Una sorta di lettura del pensiero, tanto folle quanto irrealistica. Chi s’innamora nelle pagine o nei fotogrammi non sembra aver incontrato l’anima gemella (che è già un’idiozia): pare che abbia incontrato un clone. Un altro se stesso: per cui non c’è bisogno di dire niente, né di confrontarsi.

Nella vita le cose stanno in modo completamente diverso (per fortuna: altrimenti i rapporti sarebbero di una noia mortale!) Romanzi, film e canzoni inviano messaggi scorretti anche sulla gelosia: più si ama, più si dev’essere gelosi. E non bisogna aver paura di fare una scenata, anzi: l’amore dev’essere litigarello. Tanto poi tutte le liti si ricompongono, per avviare i due verso il lieto fine. Inutile dire (ancora) che tutto questo con l’amore non c’entra niente.